La storia di Omega Centauri è quella, un po’ infelice, che accomuna tutti quei titoli che trovano qualche ostacolo lungo il loro percorso verso la pubblicazione e finiscono per uscire sul mercato qualche anno dopo la data inizialmente predisposta (senza alcuna colpa dell’autore), prendendo nel frattempo un vago odore di stantio. Una situazione analoga a quello che è successo al Costantinopolis del nostro Giancarlo Fioretti.

Un po’ di storia
Nel Febbraio del 2008, la allora attivissima casa editrice inglese JKLM Games (Kogge, 1860, 1861, Power & Weakness, Phoenicia, Tinners’ Trail II edition, Confucius, Ice Flow, Tulipmania 1637) annuncia l’apertura del preordine (in vista di una produzione per UK Games Expo e SPIEL’08) di “Ascendancy” di Nigel Buckle, gioco di ambientazione spaziale, di genere 4x (eXplore, eXpand, eXploit, eXterminate!) che promette una durata piuttosto contenuta e un approccio molto “german” sia ai materiali (classici dischetti e cubetti di legno e non miniature di plastica) che nelle meccaniche (con un combattimento completamente deterministico). Fra gli elementi innovativi del gioco la presenza di un antagonista comune a tutti i giocatori, l’Impero, che potenzia le proprie capacità con l’avanzare della partita.
Dato che il mercato della JKLM si va rapidamente estendendo anche oltre i confini dell’ex-impero britannico, il progetto viene temporaneamente sospeso, per produrre versioni anche in altre lingue (nonostante l’abbondanza di testo sulle plance e sulle carte).

Ascendancy_Box_IT

Arriva l’inizio del 2010, il gioco ha cambiato nome diventando “Alien Ascendancy”, e molte versioni localizzate (compreso l’italiano!) sono pronte ad andare in stampa. Purtroppo la JKLM Games è sull’orlo del fallimento, che si verifica nei mesi successivi, e nel Settembre 2010 lo stesso Nigel Buckle annuncia che l’opzione di pubblicazione del gioco non è più valida, e che sta cercando un nuovo editore.
Nel settembre 2011 la Spiral Galaxy Games annuncia che pubblicherà il gioco, cambiandogli il nome in  “Omega Centauri”; bisognerà comunque attendere lo SPIEL’14 per vedere le scatole in vendita.
Nel frattempo sono usciti i seguenti giochi di ambientazione spaziale che rielaborano il genere 4x:
– Eve: Conquest (White Wolf, 2009),
– Space Empires: 4x (GMT Games, 2011),
Eclipse  (Lautapelit.fi, Asterion Press, 2011),
Exodus: Proxima Centauri (NSKN Games, 2012),
– Empires of the Void (Red Raven Games, 2012),
Hegemonic (Minion Games, 2013).

I Materiali
All’interno dell’ampia scatola trovano posto:
– una plancia double-face (Omega Centauri mantiene la doppia modalità di gioco, breve e lunga, originariamente ideata dall’autore), che tiene traccia dello sviluppo culturale delle razze, dei loro punti vittoria, dell’ordine di turno e delle risorse ancora disponibili nell’universo;
– plance personali dei giocatori (su fogli spessi di carta) che riassumono gli effetti delle tecnologie (sono ben 17, ciascuna in versione base e avanzata) e ospitano le flotte di riserva e le risorse a disposizione del giocatore;
– tessere esagonali che rappresentano i settori che andranno a comporre in modo modulare l’universo (in Ascendancy erano originariamente quadrate);
– tessere tecnologia, monumento, cantiere aerospaziale, difesa (usate dai giocatori);
– tessere sviluppo, tecnologie imperiali e reazioni dell’impero, usate dal gioco contro le razze;
– segnalini di legno (cubi per le risorse, dischetti per le astronavi dei giocatori e dell’Impero);
– carte che descrivono le razze e le imprese da valutare a fine gioco;
– il regolamento.
Nonostante il lungo tempo di gestazione il materiale è tutt’altro che ottimale. Il regolamento è scritto in un font piccolo, di colore celeste su sfondo blu, rendendone un’impresa la lettura, se non in condizioni ottimali di illuminazione naturale. I segnalini tecnologia sono piuttosto piccoli, con illustrazioni cromaticamente affini, e contengono informazioni rilevanti per il gioco sia sul fronte che sul retro; tuttavia, se escludiamo il regolamento, da nessuna parte le due informazioni sono riportate insieme (e sulle plance dei giocatori di spazio se ne sarebbe potuto trovare!). Infine, c’è una discrepanza, in alcuni casi anche notevole, fra i colori della cartotecnica e dei materiali lignei per alcune delle razze.

Il gioco
Nella versione avanzata una partita dura 9 turni, generalmente suddivisi in 5 fasi. Nella fase di preparazione viene assemblata la mappa dell’universo, scelta (o assegnata casualmente) una razza a ciascun giocatore (garantendo un’asimmetria sia nelle condizioni iniziali che nelle abilità dei giocatori durante la partita), allestita la plancia centrale che tiene traccia delle varie informazioni. Ad ogni giocatore è attribuito anche un set di carte impresa e 6 segnalini focus, utilizzati in fase di programmazione delle azioni. Ecco una “breve” descrizione del turno:
OmegaCentauri2Fase di Acquisizione: i giocatori, nell’ordine di turno, possono usufruire di un’azione speciale, purché abbiano sufficienti risorse per pagarne il costo e possano impegnare una flotta della propria riserva; queste azioni sono assegnate in modo esclusivo (come nel classico piazzamento lavoratori). Quindi i giocatori ricevono le risorse prodotte dai settori controllati, purché ve ne siano disponibili nel pool delle risorse.
Fase di Focus: è la parte centrale del turno, i giocatori decidono, simultaneamente e segretamente, le tre azioni che intendono eseguire e il loro ordine. Le azioni vengono quindi rivelate ed eseguite in ordine di turno, una azione per giocatore. Le possibili azioni selezionabili sono: Ricerca, Adunata, Costruzione, Movimento, Politica e Clonazione. Ricerca permette di sviluppare una nuova tecnologia non ancora posseduta. Le tecnologie base sono sviluppabili liberamente, quelle avanzate richiedono la conoscenza della corrispondente tecnologia base e della tecnologia Laboratori di Ricerca. Il numero di tecnologie è limitato a due per quelle base e uno per la versione avanzata; i giocatori sono quindi obbligati a seguire percorsi tecnologici differenti. Adunata permette di spostare le proprie navi dalla riserva personale ai settori controllati in cui si possiede un cantiere aerospaziale. Costruzione, da sola, permette di costruire un cantiere aerospaziale; coadiuvata da altre tecnologie permette di costruire o migliorare monumenti (che forniscono punti vittoria ad ogni turno) e le difese di settore. Movimento è l’azione che permettere di muovere le proprie astronavi da un settore origine o verso un settore bersaglio. Se un movimento comporta che astronavi di colori diversi si trovino nello stesso settore, si verifica un combattimento, regolato in modo deterministico. Prima avviene l’ingaggio (in cui intervengono le difese di settore), poi l’iniziativa (in cui si decide chi è il primo ad infliggere i danni) e poi si eliminano astronavi (che tornano nelle rispettive riserve) dal settore finché non resta che una razza (o nessuna). Ben 5 tecnologie influenzano il combattimento, e possederne il numero adeguato è fondamentale per competere per la vittoria.  La Politica permette di recuperare risorse dal pool, se presenti, oppure di attivare carte impresa (che forniranno punti vittoria alla fine del gioco), o di aggiudicarsi un gettone mobilitazione; questi forniscono nuove astronavi per le proprie riserve, e si possono prendere solo possedendo opportune combinazioni di tecnologie (informazioni presenti solo sul retro delle stesse tessere tecnologia). Infine la Clonazione, ottenibile solo dopo aver sviluppato la corrispondente tecnologia, permette di ripetere per una seconda volta un’azione Focus.
Fase di Avanzamento: i giocatori possono ora pagare risorse e astronavi per avanzare sulla scala della cultura. Quindi vengono assegnati punti vittoria in base al livello di cultura, ai monumenti presenti nei settori controllati e ai gettoni sviluppo che si trovano nei settori strappati all’Impero.
Fase dell’Impero: l’Impero passa al contrattacco, riprendendosi tutti i settori lasciati sguarniti, potenziando quelli controllati ed eventualmente sviluppando nuove tecnologie di combattimento.
Fase di Mantenimento: si tratta di una fase di gestione automatica del gioco, in cui si controlla che nessun settore sia occupato da più di 3 astronavi, si determina il nuovo ordine di turno e si esegue un rifornimento del pool di risorse.
Il gioco finisce dopo la Fase di Avanzamento del nono turno: si calcolano i punti vittoria forniti dalle carte impresa attivate durante il gioco e da alcune tecnologie avanzate, determinando così il vincitore.

La versione base prevede un numero ridotto di turni, l’eliminazione delle versioni avanzate delle tecnologie, delle carte impresa e della fase di programmazione (rimuovendo una buona fetta di tensione, in quanto la scelta dell’azione da eseguire viene fatta al momento della risoluzione).

Le impressioni
OmegaCentauri3Indubbiamente, Omega Centauri è caratterizzato da una durata contenuta (la versione lunga si attesta su quelli che sono oramai diventati i canonici 30 minuti per giocatore, ragionevolissimi per il tipo di gioco), un approccio fortemente deterministico (per quanto sia possibile in un titolo che prevede una componente di esplorazione) e con alcune soluzioni davvero interessanti: ricordiamo qui il combattimento deterministico (ma fortemente influenzato dalle abilità fornite dalle tecnologie) che riduce nettamente i tempi di svolgimento, la continua riduzione delle risorse disponibili, che esalta la sensazione di sfruttamento dei settori e che, accompagnata dal costo incrementale degli avanzamenti culturali, amplifica la tensione della partita. L’escalation della forza dell’Impero, che tende ad arroccarsi in pochi settori perfettamente difesi aggiunge una valida componente narrativa, resa anche dalla giusta durata della partita. Ancora, il gioco tende a riequilibrare naturalmente espansione militare e sviluppo culturale: per controllare un settore serve almeno un’astronave, mentre avanzare sulla cultura richiede successive rinunce permanenti delle stesse. Inoltre, dato che i gettoni di mobilitazione necessitano di particolari combinazioni di tecnologie, ai giocatori è richiesto anche di decidere se accaparrarsi subito le tecnologie ottimali (e rinunciare allo sviluppo della flotta), oppure accontentarsi di combinazioni subottimali per poter espandersi o avanzare verso livelli culturali superiori. Certo, la limitatezza del numero di tessere per ciascuna tecnologia obbliga a fare scelte rapide in proposito, proprio per non rischiare di finire strozzati, considerando anche il fatto che l’espansione della propria flotta e l’avanzamento tecnologico sono influenzati dallo stesso collo di bottiglia.

Se fosse uscito quando era stato programmato, Omega Centauri avrebbe probabilmente sconvolto lo scenario del gioco di conquista spaziale, anticipando titoli come Eclipse e proponendo un approccio realmente alternativo sotto molti aspetti. Collocato invece nella sua reale data di pubblicazione, vede annacquarsi molte delle sue caratteristiche di originalità (esce anche dopo Quantum, che sicuramente è una declinazione assai più nuova e sorprendente del 4x), il che rende ancora più imperdonabili le discutibili scelte di produzione (informazioni disordinate e poco leggibili sulle plance dei giocatori, impossibilità di vedere le combinazioni di tecnologie che permettono di assicurarsi i gettoni mobilitazione se non ricorrendo al manuale), che rendono il titolo poco ergonomico e ne peggiorano in modo non trascurabile l’esperienza di gioco.
In ogni caso, se siete appassionati del gioco german e vi incuriosisce la tematica, oppure se vi piace il genere e volete sperimentare come può essere declinato con meccaniche da eurogame,  vale sicuramente la pena che lo proviate almeno un paio di volte.