Le vacanze estive sono probabilmente l’unico periodo dell’anno in cui la mia attività da giocatore assiduo si interrompe bruscamente, lasciando spazio al riposo e al gioco familiare, in paticolare con i miei due figli (che hanno 5 e 7 anni). Ecco quindi che nasce spontanea l’opportunità di lasciare un po’ più spazio ai giochi espressamente progettati per i giocatori in erba, senza tuttavia abbassare completamente la guardia e lo sguardo critico…

Monza di Jürgen P. Grunau (Haba, 2000) è un gioco di corse per 2-6 giocatori, dai 5 anni in su, della durata di 10-20 minuti. All’interno della scatola quadrata trovano posto una plancia rettangolare, 6 dadi di legno con le facce colorate e 6 automobili da corsa, anch’esse di legno. Sulla plancia è disegnato un percorso ovale, composto da tre tracce concentriche, suddivise in caselle, di 7 colori diversi: i 6 che compiaiono sui dadi e il grigio, che indica caselle non attraversabili.

Il gioco Monza2
Una partita a Monza si sviluppa a turni, giocati in senso orario attorno al tavolo. Il giocatore attivo lancia i 6 dadi, e utilizza il risultato ottenuto per avanzare (se possibile) lungo il percorso. Ogni risultato dei dadi può essere utilizzato per avanzare di un passo sulla casella dello stesso colore del dado impiegato: ci si può muovere in avanti o cambiando corsia (purché le due caselle siano contigue, e la casella di arrivo sia più avanzata rispetto a quella di partenza) e si possono attraversare caselle occupate dalle automobili degli altri giocatori, ma non vi si può terminare il movimento. Come esempio, potete vedere come sono utilizzabili 5 dei 6 dadi ottenuti dal giocatore viola per avanzare sul tracciato.
La partita dura un numero completo di round, e si conclude quando un giocatore raggiunge uno dei due riquadri finali. Fra tutti i giocatori che hanno raggiunto tali riquadri, quello che ha impiegato meno dadi è il vincitore.
Una piccola variante, proposta nel manuale, rende il gioco un poco più tattico: se l’ultimo dado utilizzato per il movimento è del colore di una macchina in gara, alla fine del turno del giocatore quella macchina avanza di un passo.

Le impressioni
Basta poco per rendersi conto che Monza è poco più di una variante del gioco dell’oca: al posto di tirare un solo dado e avanzare sul percorso del numero di caselle indicato, i giocatori tirano i 6 dadi e cercano la permutazione che garantisce loro il massimo avanzamento: si tratta quindi di risolvere una sequenza di piccoli problemi di ottimizzazione, che magari risultano banalotti per i giocatori più cresciuti, ma che riescono tuttavia a calamitare l’attenzione dei più giovani: i miei bambini ne sono entusiasti, e la semplicità delle regole permette loro di giocare in modo indipendente, anche senza la supervisione di un adulto. In effetti il gioco base è così semplice da risultare pienamente usufruibile e godibile anche da bambini di 4 anni.
Non particolarmente appetibile per i grandi (e non mi sognerei mai di proporlo ad un pubblico di soli adulti), ma fortemente magnetico per i più giovani.